E’ allarme furti di auto nella zona a confine tra San Giorgio a Cremano e San Giovanni a Teduccio. Raid pianificati con cura e messi a segno a qualsiasi ora del giorno
- Febbraio 18, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
E’ allarme furti di auto nella zona a confine tra San Giorgio a Cremano e San Giovanni a Teduccio. Raid pianificati con cura e messi a segno a qualsiasi ora del giorno. Tra i modelli di auto più richiesti sul mercato dal sistema berline Fiat, Dacia, ma anche sportive Alfa Romeo e Mercedes. Sempre nella “lista spesa” dei ladri Smart e SUV di grossa cilindrata. Professionale la regia che si avvarrebbe di supporti logistici situati tra Ponticelli, Barra, Secondigliano, San Giovanni a Teduccio. Un fenomeno che incrementerebbe non solo il mercato dei “cavalli di ritorno” ma anche quello dei pezzi di ricambio ricavati dalle auto sottratte ai legittimi proprietari. E c’è di peggio : secondo alcune indiscrezioni raccolte da persone vicine al sistema baby gang si starebbero specializzando nelle rapine ai danni di automobilisti fermi nel traffico o al semaforo sempre nelle stesse zone.

Presi di mira anziani e coppiette per limitare la possibilità di reazione da parte delle vittime. Le forze dell’ordine sarebbero impegnate in operazioni di prevenzione/repressione sul territorio rese difficili però dallo scarso numero di denunce pervenute. In pratica in molti casi le persone preferirebbero “fare da sé” tentando di avvicinare qualche malavitoso dei luoghi tramite amicizie o conoscenze. Un interessamento non a costo zero ovviamente. I ladri di auto sarebbero dotati di strumenti in grado di neutralizzare i più sofisticati sistemi di sicurezza montati sui veicoli. La rabbia dei cittadini cresce e con essa la voglia di farsi giustizia da soli : un particolare da non sottovalutare che potrebbe portare qualcuno ad acquistare armi di contrabbando da usare contro ladri e rapinatori all’occorrenza. Radio Mala parlerebbe di numerose richieste relative a pistole di contrabbando ultimamente pervenute da soggetti completamente estranei ai clan ed incensurati.

Un segnale gravissimo, la prova di come la situazione stia sfuggendo di mano ad istituzioni spesso lente e poco concrete nella lotta al crimine organizzato. Ci auguriamo di non dover narrare ancora una volta l’ennesima tragedia scaturita dal proliferare della prevaricazione violenta a Napoli e nell’hinterland. Ricordiamo sempre che l’unico interlocutore per ogni onesto cittadino è lo Stato : non esistono surrogati dello stesso o corsie alternative a quella della legalità. Un monito importante per non trasformarsi da vittime in colpevoli con tutte le conseguenze del caso…
Alfonso Maria Liguori