Sempre più spesso capita di imbattersi in persone che si presentano come “avvocato”, “ingegnere”, “medico” o “psicologo” senza averne i titoli. Ma cosa si rischia davvero in questi casi?
- Aprile 9, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
Un tema su cui bisogna fare chiarezza .
Sempre più spesso capita di imbattersi in persone che si presentano come “avvocato”, “ingegnere”, “medico” o “psicologo” senza averne i titoli. Ma cosa si rischia davvero in questi casi?
La legge italiana distingue due situazioni principali: il semplice “millantare” un titolo e l’esercitare abusivamente una professione.

Nel primo caso, vantare un titolo che non si possiede può già avere conseguenze, soprattutto se serve a trarre in inganno altri o a ottenere vantaggi. Non esiste un reato specifico di “millantato titolo” in generale, ma la condotta può integrare ipotesi come la truffa o la sostituzione di persona, se qualcuno si finge un professionista per ottenere denaro o benefici.
Ben più grave è il caso dell’esercizio abusivo della professione, disciplinato dall’art. 348 del codice penale. Qui non ci si limita a dichiarare il falso: si svolgono concretamente attività riservate a professionisti abilitati (come fare diagnosi mediche, firmare progetti, difendere in giudizio).
Le conseguenze sono pesanti: la norma prevede la reclusione e una multa, con pene aumentate se il fatto è commesso con mezzi fraudolenti o se ne deriva un danno. Inoltre, possono esserci ulteriori conseguenze civili, come il risarcimento dei danni nei confronti delle vittime.

Va ricordato che molte professioni in Italia sono regolamentate e richiedono non solo un titolo di studio, ma anche il superamento di un esame di Stato e l’iscrizione a un albo. Senza questi requisiti, esercitare è illecito.
In definitiva, “fingere” di essere un professionista non è una leggerezza: può trasformarsi rapidamente in un reato, con conseguenze penali ed economiche significative. Affidarsi a professionisti qualificati, e verificare sempre le credenziali, resta la miglior tutela per tutti.
Avv. Maria Caiafa
( L’Avv. Maria Caiafa Riceve in Portici, Corso Garibaldi 162 dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 19,previo appuntamento. Contatti : 0813041627 ; avvmariacaiafa@libero.it)
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Sebbene la perdita di un figlio cambi profondamente una persona, la psicoterapia può aiutare a trovare nuovi modi di vivere e di relazionarsi con il mondo, pur mantenendo vivo il ricordo e l’amore per il proprio bambino.
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