Ragazzi in particolari condizioni psicologiche pensano a gesti estremi per difficoltà di fronteggiare aspettative e impegni scolastici. Intervento psicoterapeutico
- Aprile 17, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
Ragazzi in particolari condizioni psicologiche pensano a gesti estremi per difficoltà di fronteggiare aspettative e impegni scolastici. Frustrazione intensa + senso di impotenza + ideazione suicidaria (anche impulsiva, es. “mi butto dal balcone”). In adolescenza può emergere rapidamente quando le richieste percepite superano le risorse percepite. Un intervento psicoterapeutico deve essere strutturato, multilivello e orientato alla sicurezza.
Valutazione immediata del rischio
Prima di tutto si fa una valutazione clinica chiara e diretta:
* presenza di ideazione (“ti capita di pensare di farti del male?”)
* grado di intenzione e controllo degli impulsi
* accesso ai mezzi (balconi, isolamento, ecc.)
* fattori protettivi (relazioni, interessi, paura di morire)
Se il rischio è alto o impulsivo → non basta la psicoterapia standard: serve coinvolgimento immediato di adulti di riferimento e, se necessario, servizi d’emergenza in Italia (112)

Formulazione del problema
Tipicamente troviamo:
* overload percepito: “non ce la farò mai”
* pensiero dicotomico: “o perfetto o fallito”
* fusione tra valore personale e rendimento scolastico
* difficoltà di regolazione emotiva → escalation rapida fino all’impulso
Il gesto (es. lanciarsi) è spesso una soluzione estrema a un dolore vissuto come insostenibile, non un vero desiderio di morte stabile.
Obiettivi dell’intervento
Mettere in sicurezza (ridurre il rischio immediato)
Ridurre l’intensità emotiva
Aumentare il senso di efficacia e controllo
Ristrutturare le aspettative (interne ed esterne)

Coinvolgere il sistema familiare e scolastico
Strategie e tecniche
Stabilizzazione e regolazione emotiva
* tecniche di grounding (5-4-3-2-1, respirazione 4–6)
* identificazione precoce dei segnali di escalation
* costruzione di un piano di sicurezza (cosa fare quando sale l’impulso, chi chiamare, dove andare)
Approcci come la Dialectical Behavior Therapy (DBT) sono particolarmente utili per l’impulsività.
Intervento cognitivo
* lavorare su pensieri come: “se non riesco → non valgo niente”
* introdurre alternative realistiche: “posso fallire una verifica senza fallire come persona”
* ridurre il catastrofismo e il perfezionismo rigido

Problem solving concreto
* scomporre gli impegni scolastici in unità gestibili
* pianificazione minima realistica (non ideale)
* allenare la tolleranza alla frustrazione
Lavoro sull’identità e autonomia
* differenziare “chi sono io” da “cosa si aspettano gli altri”
* aiutare il ragazzo a costruire obiettivi propri, anche piccoli

Coinvolgimento familiare
* psicoeducazione ai genitori: la pressione eccessiva può aumentare il blocco
* lavorare su comunicazione meno giudicante e più di supporto
* rinegoziare aspettative e priorità
Segnali da non sottovalutare
* escalation rapida da stress → idea suicidaria
* isolamento marcato
* rigidità estrema (“non c’è altra via”)
* comportamenti impulsivi
Questi indicano bisogno di presa in carico più intensiva.
Punto chiave clinico
Non si tratta solo di “insegnare a studiare meglio”, ma di:
restituire al ragazzo la percezione di avere alternative, controllo e valore personale al di là della performance.
Dottoressa Ester Di Rosa
La psicoterapia aiuta a riconoscere e affrontare le emozioni intense
Attraverso la psicoterapia,
Molte persone imparano a vivere con il dolore senza che questo domini la loro vita, sviluppando nuove modalità per far fronte alla sofferenza.
Riorientamento della vita
Sebbene la perdita di un figlio cambi profondamente una persona, la psicoterapia può aiutare a trovare nuovi modi di vivere e di relazionarsi con il mondo, pur mantenendo vivo il ricordo e l’amore per il proprio bambino.
Ogni percorso di lutto è unico, e il supporto psicoterapico può essere personalizzato per adattarsi alle esigenze e alle esperienze individuali di chi affronta questa sofferenza. Se qualcuno che sta vivendo un dolore simile si sente sopraffatto, cercare un terapeuta qualificato può davvero fare la differenza per poter affrontare il processo in modo sano.
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