L’ennesimo agguato di camorra registrato la notte scorsa a Napoli nelle “case nuove” confermerebbe la tesi che sosteniamo da tempo : saltati gli equilibri c’è aria di guerra tra clan
- Ottobre 3, 2026
- dalla Redazione
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L’ennesimo agguato di camorra registrato la notte scorsa a Napoli nelle “case nuove” confermerebbe la tesi che sosteniamo da tempo : saltati gli equilibri c’è aria di guerra tra i clan. Bersaglio dei sicari Emanuele Pistone, 30enne, secondo gli inquirenti una figura emergente nel palinsesto criminale dei luoghi. In quello che una volta era il regno dei potenti clan del centro storico con particolare riferimento ai Giuliano, dove da sempre il clan Mazzarella di San Giovanni a Teduccio sarebbe influente, si sparerebbe per il nuovo assetto malavitoso della zona. Complici scarcerazioni eccellenti e baby ras poco inclini alla devozione nei confronti dei ras detenuti al regime di 41 bis gli eventi starebbero precipitando in una Napoli caratterizzata da profonde contraddizioni.

Da un lato l’emergenza sicurezza è ormai endemica tanto al centro quanto nelle periferie, dall’altro si presenta la capitale del Mediterraneo quale Mecca per i turisti con numeri da record. Non si spezza la maledizione che rende da sempre Napoli “bella e dannata” : una realtà difficile da governare per tutti, dove a comandare sono sempre gli stessi casati legati da fili diretti e indissolubili con la capitale.

In gioco interessi stratosferici conditi da collusioni ad ogni livello tra massoneria, cattiva politica e impresa. In mezzo i cittadini onesti ostaggio del potere ed assuefatti alla filosofia cara a Ferdinando IV di Borbone del “feste, farina e forca”. Come agnelli sacrificali la massa si offre al taglio della gola in un iter autolesionista che riempie lo stadio Maradona di 60.000 persone portandone invece poco più di 50 a manifestare per la chiusura di un pronto soccorso in città. “Pizza, tarantella e mandolino” sono ormai chimere, stereotipi inflazionati di una comunità che perde progressivamente credibilità e identità. Ovviamente non certo agli occhi dei potenti, di chi muove le fila dalle stanze di palazzo pronto ad ingozzarsi fino a scoppiare speculando sulle difficoltà esistenziali del popolo. La vera tragedia è che il napoletano realizza la gravità della situazione solo quando è colpito in prima persona, quando il dramma si consuma all’interno del proprio nucleo familiare.
Alfonso Maria Liguori
La psicoterapia aiuta a riconoscere e affrontare le emozioni intense
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