La classe operaia va in paradiso? Ce lo auguriamo, perché questo percorso terreno si presenta per il proletariato tutt’altro che facile
- Ottobre 18, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
La classe operaia va in paradiso? Ce lo auguriamo, perché questo percorso terreno si presenta per il proletariato tutt’altro che facile. Cominciamo col dire che a causa di problemi economici migliaia di coppie rinunciano ad avere figli : una scelta tanto drammatica quanto in fondo responsabile perché scaturita dalla consapevolezza di non poter offrire alla prole adeguato supporto sotto il profilo scolastico/formativo. Un dato che evidenzia come sia ormai utopistico parlare di proletariato nell’accezione pura del termine.

Lo Stato Imperialista delle Multinazionali alza il tiro colpendo al cuore la classe operaia. Giorno per giorno assistiamo passivi all’aumento esponenziale dei beni di prima necessità, per non parlare del carburante. La sanità pubblica è al tracollo, l’istruzione sempre più ad appannaggio di pochi eletti. Il privato ha “divorato” il pubblico obbedendo alla logica consumista che lascia poco spazio ai sentimenti. Anni addietro le Brigate Rosse avevano dichiarato guerra ad uno stato incapace di rispettare i suoi stessi principi costituzionali, colluso e corrotto ad ogni livello.

Errata però la modalità di scontro : la lotta armata di per sé non poteva portare che alla totale disfatta e all’ulteriore indebolimento delle classi più deboli della società. Se invece di sparare le BR avessero optato per il dialogo all’interno delle fabbriche, atenei, scuole forse l’esito dello scontro sarebbe stato diverso. Al di là di strumentalizzazioni subite dai terroristi da parte di poteri paralleli, all’ambiguità di servizi segreti spesso definiti “deviati” in Italia è veramente difficile parlare di verità storica. Andiamo incontro allo sfacelo presentandoci in 60.000 allo stadio per seguire il Napoli e in poche decine per manifestare contro la chiusura di un pronto soccorso in città. Lo ripeteremo sempre e con coraggio sfidando la codardia di chi continua a sorridere da beota fin quando non viene direttamente colpito : allora e solo allora chiede aiuto, piange, attacca le stesse istituzioni osannate fino a quel momento.
Alfonso Maria Liguori
La psicoterapia aiuta a riconoscere e affrontare le emozioni intense
Attraverso la psicoterapia,
Molte persone imparano a vivere con il dolore senza che questo domini la loro vita, sviluppando nuove modalità per far fronte alla sofferenza.
Riorientamento della vita
Sebbene la perdita di un figlio cambi profondamente una persona, la psicoterapia può aiutare a trovare nuovi modi di vivere e di relazionarsi con il mondo, pur mantenendo vivo il ricordo e l’amore per il proprio bambino.
Ogni percorso di lutto è unico, e il supporto psicoterapico può essere personalizzato per adattarsi alle esigenze e alle esperienze individuali di chi affronta questa sofferenza. Se qualcuno che sta vivendo un dolore simile si sente sopraffatto, cercare un terapeuta qualificato può davvero fare la differenza per poter affrontare il processo in modo sano.
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