Rubrica “IL LEGALE RISPONDE” a cura dell’Avvocato Maria Caiafa
- Ottobre 29, 2026
- dalla Redazione
08 Minute
Quarta pagina
Salve, mi chiamo Mara, abito a Napoli e sono la madre di un ragazzo con problemi motori. Mio figlio, nonostante quello che si dice in giro, è spesso escluso da gite ed escursioni per problemi logistici. In tal senso a chi rivolgersi per essere tutelati ?

Cara Mara,
comprendo il suo dispiacere e quello di suo figlio. Essere esclusi da una gita o da un’escursione per difficoltà logistiche legate alla disabilità significa rischiare di essere privati non soltanto di un’esperienza piacevole, ma anche di un’importante occasione di socializzazione e di crescita personale.
Dal punto di vista giuridico, è necessario chiarire che la disabilità non può costituire, da sola, una giustificazione per escludere una persona dalla partecipazione alle attività collettive. La Legge n. 104 del 1992 promuove l’integrazione sociale e la rimozione delle condizioni che determinano emarginazione ed esclusione. La Legge n. 67 del 2006, inoltre, prevede specifiche forme di tutela giudiziaria contro le discriminazioni fondate sulla disabilità.
A chi rivolgersi, dunque?
Se si tratta di gite scolastiche, il primo passo è presentare una richiesta scritta al dirigente scolastico, chiedendo che vengano individuate soluzioni organizzative adeguate, come la scelta di percorsi accessibili, mezzi di trasporto idonei e, ove necessario, un accompagnamento appropriato. L’organizzazione deve essere affrontata preventivamente, senza scaricare automaticamente sulla famiglia l’onere di risolvere ogni difficoltà. Le indicazioni in materia di inclusione scolastica richiedono, infatti, di considerare le misure necessarie a consentire la partecipazione dell’alunno alle uscite didattiche.
Se, invece, l’esclusione riguarda escursioni organizzate da associazioni, enti o altri soggetti, è opportuno rivolgersi direttamente agli organizzatori, chiedendo per iscritto le ragioni dell’esclusione e quali soluzioni siano state valutate per consentire la partecipazione.
A Napoli, un riferimento istituzionale importante è il Garante della Persona con Disabilità del Comune di Napoli, al quale è possibile segnalare eventuali comportamenti discriminatori, disfunzioni o omissioni che incidano sui diritti delle persone con disabilità. È inoltre possibile rivolgersi alle associazioni di tutela e a un avvocato esperto in diritto antidiscriminatorio per valutare le iniziative più appropriate.
Come documentare e tutelare i propri diritti?
Consiglio di conservare messaggi, comunicazioni, regolamenti e ogni altro elemento utile a ricostruire quanto accaduto. È opportuno chiedere le motivazioni dell’esclusione in forma scritta e formulare una richiesta concreta di partecipazione, indicando gli eventuali accorgimenti necessari.
Qualora emergano elementi di discriminazione, può essere valutata un’azione ai sensi della Legge n. 67 del 2006, con l’assistenza di un legale, per chiedere la cessazione della condotta discriminatoria e gli eventuali provvedimenti previsti dalla legge. La sussistenza della discriminazione dovrà essere verificata sulla base delle circostanze del singolo caso.
Cara Mara, le difficoltà organizzative possono essere reali, ma devono essere affrontate seriamente, valutando le soluzioni praticabili e non trasformandosi automaticamente in una barriera alla partecipazione. Ogni situazione va esaminata concretamente, tenendo conto delle esigenze della persona e degli obblighi del soggetto organizzatore.
Il diritto all’inclusione non deve rimanere una dichiarazione di principio: deve tradursi in opportunità concrete, rispetto e pari dignità.
Avv. Maria Caiafa
( L’Avv. Maria Caiafa Riceve in Portici, Corso Garibaldi 162 dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 19,previo appuntamento. Contatti : 0813041627 ; avvmariacaiafa@libero.it)
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