I capi storici delle Brigate Rosse hanno dichiarato anni fa la fine della lotta armata per decadenza dei presupposti : troppe ombre ancora su una “scomoda verità”
- Agosto 26, 2026
- dalla Redazione
08 Minute
Quarta pagina
I capi storici delle Brigate Rosse hanno dichiarato anni fa la fine della lotta armata per decadenza dei presupposti : troppe ombre ancora su una “scomoda verità”. Tra i fondatori e figure leader del movimento Renato Curcio, Mara Cagol, Alberto Franceschini e Mario Moretti.


Parliamo di “ombre” perché il mistero che ancora avvolge delitti eccellenti come quello del Presidente Aldo Moro resta fitto : si è detto di tutto, perfino che a sparare il 16 marzo del 1978 in via Fani a Roma fossero stati uomini dei servizi e della camorra insieme alle Brigate Rosse.

Insomma una sorta di depistaggio o smascheramento di quella che doveva essere la risposta del proletariato armato all’imperialismo borghese. Le masse operaie che insieme agli studenti avevano infiammato il ’68 inizialmente si schierarono con chi professava il principio che “lo stato borghese si abbatte non si cambia” per poi voltare le spalle alle BR non condividendone più modus operandi e finalità. Eppure un problema reale questi signori l’avevano sollevato : avevano previsto come progressivamente il proletariato sarebbe stato ghettizzato e privato della stessa identità, di come l’istruzione, il diritto all’occupazione, alla casa e l’assistenza sanitaria pubblica avrebbe ceduto il posto ad un processo di cinica privatizzazione.

Al di là dei metodi che hanno prodotto tragedie nel Paese costando numerosi ergastoli ai responsabili non possiamo astenerci dal constatare come determinate proiezioni si siano rivelate drammaticamente esatte. Il lavoro non è un diritto ma un’elemosina in certe realtà ad appannaggio del crimine organizzato : nell’ignoranza e nella povertà le mafie ingrassano sul sangue della povera gente costretta ad aspettare mesi per effettuare un accertamento sanitario in struttura pubblica o un intervento. Se usare la pistola era tanto folle quanto utopistico nella pretesa di vittoria sullo Stato forse si sarebbero dovuti adottare ben altri strumenti che nella legalità permettessero alle masse di non naufragare nel mare di guano che oggi le sommerge. Questo è un fatto non c’è discussione : chi lo nega mente danneggiando non solo il popolo ma vanificando il sacrificio di chi è caduto perché vivessimo in una Repubblica Democratica…che ormai l’Italia non è da tempo.
Alfonso Maria Liguori
La psicoterapia aiuta a riconoscere e affrontare le emozioni intense
Attraverso la psicoterapia,
Molte persone imparano a vivere con il dolore senza che questo domini la loro vita, sviluppando nuove modalità per far fronte alla sofferenza.
Riorientamento della vita
Sebbene la perdita di un figlio cambi profondamente una persona, la psicoterapia può aiutare a trovare nuovi modi di vivere e di relazionarsi con il mondo, pur mantenendo vivo il ricordo e l’amore per il proprio bambino.
Ogni percorso di lutto è unico, e il supporto psicoterapico può essere personalizzato per adattarsi alle esigenze e alle esperienze individuali di chi affronta questa sofferenza. Se qualcuno che sta vivendo un dolore simile si sente sopraffatto, cercare un terapeuta qualificato può davvero fare la differenza per poter affrontare il processo in modo sano.
Sollicitudin feugiat nisl, lorem interdum pellentesque. Massa, scelerisque in placerat rutrum hac scelerisque habitasse. Amet ultricies massa nec, ornare faucibus facilisi quisque leo iaculis. Velit consequat in aliquet ullamcorper tristique pulvinar adipiscing sem. Imperdiet augue cras pretium at lectus congue leo feugiat. Eget sit nunc nullam fringilla ut sem eget quis.
Discover the insights that drive our global conversations
Notizie Simili
Nessun articolo trovato.