Il proletariato subisce da tempo l’assalto costante e spietato del SIM : qualcuno lo aveva profetizzato identificando il problema ma sbagliando la soluzione
- Settembre 30, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
Il proletariato subisce da tempo l’assalto costante e spietato del SIM : qualcuno lo aveva profetizzato identificando il problema ma sbagliando la soluzione. Solo pensare di poter contrastare lo strapotere dello Stato Imperialista delle Multinazionali con la lotta armata è tanto utopico quanto lontano dalla obiettiva valutazione di limiti oggettivi, senza contare ovviamente la componente etica/morale che per gli estremisti marxisti assume un significato diverso da quello “borghese”. Si chiamavano Brigate Rosse e per anni hanno contrastato lo stato borghese tentando di colpirlo al cuore.

Tentativo nato sull’onda delle contestazioni sessantottine e sulla forbice sociale che implacabile si allargava dividendo il Paese in ricchi e poveri. Con l’uccisione del Presidente della DC Aldo Moro, il docente/politico che voleva aprire il governo ai comunisti, le BR commisero un errore fatale che favorì determinati giochi di “palazzo”. Uomo scomodo Moro come può esserlo chi nonostante tutto resta una “persona per bene” : purtroppo l’interpretazione politica dei brigatisti si impantanò nel ruolo che Moro ricopriva evidenziando i loro limiti nel comprendere il linguaggio parlato nelle “stanze dei bottoni”.

Restano però una serie di questioni irrisolte che vedono alle corde il proletariato oppresso da oneri fiscali rilevanti e diviso all’interno da politiche massoniche messe in campo dal SIM. Basta osservare quanto accade intorno a noi per comprendere in quale marasma viviamo e quanto il popolo risulti continuamente perdente nello scontro con il potere borghese. Lo Stato ha disatteso i principali articoli della sua stessa costituzione consentendo la creazione di poteri paralleli simili a lupi travestiti da agnelli. Se invece di sparare le BR avessero adottato la linea del dialogo all’interno delle fabbriche e dei luoghi d’aggregazione forse oggi vivremmo in un’Italia con maggiori diritti per il popolo. Il passaggio dalla forza della ragione alla ragione della forza darà sempre e solo effetti devastanti per un proletariato che non deve sfidare “militarmente” lo Stato ma tentare passo dopo passo di modificarne a vario livello la struttura centrale.
Alfonso Maria Liguori
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