Si avvicina la commemorazione dei defunti : cosa proviamo realmente quando ci troviamo al cospetto delle spoglie mortali dei nostri cari?
- Ottobre 28, 2026
- dalla Redazione
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Quarta pagina
Si avvicina la commemorazione dei defunti : cosa proviamo realmente quando ci troviamo al cospetto delle spoglie mortali dei nostri cari? Bella domanda che presupporrebbe grande lealtà interiore da parte nostra per offrire una risposta esauriente. Chi ha perso i genitori rinnova puntualmente lo screening dei propri successi ed insuccessi, rammenta aspirazioni espresse da madri e padri nei suoi confronti. Il più delle volte si è sopraffatti dal timore di non aver fatto abbastanza, di aver deluso le aspettative o peggio di non avere curato i defunti in vita come meritavano.

A questo punto fa capolino la radice cattolica, la morale che per decenni ha lasciato il posto ad ambizioni più o meno giustificate, eccessi e limitazioni. Si cade vittime dello sconforto con gravi ripercussioni sulla quotidianità e sugli affetti. Niente di più sbagliato : ognuno dovrebbe vivere la sua esistenza e non quella di altri, fossero anche familiari stretti, ammettendo limiti e virtù senza timore di inappropriati paragoni. Bella la visione foscoliana del tema : la tomba assume un significato importante per chi “resta” perché gli consente di mantenere vivo il ricordo dei defunti stimolando “affetti virtuosi” e ideali. Tante le vergognose farse messe in scena al cimitero : figli portano fiori, ceri, fanno apporre crocette luminose sulle lapidi di genitori ignorati per anni o abbandonati in case di riposo. Una sceneggiata per l’opinione pubblica : tutto tranne che il genuino desiderio di salutare chi non è più. Chi scrive ha spesso udito persone decantare il valore della pianta portata, della cornice che custodisce l’immagine del defunto, della qualità del marmo adoperato per il loculo. Il problema è che invece di pensare ipocritamente alla morte e di conseguenza ai defunti, nel rispetto dei loro stessi sacrifici, dovremmo preoccuparci di vivere in modo “umano” questo breve percorso terreno. A cosa serve fingere di ravvedersi per un’ora quando lasciato il cimitero torniamo ad essere i cinici egoisti di sempre. Della serie : ” da vivi non ci amiamo e da morti ci piangiamo”.
Alfonso Maria Liguori
La psicoterapia aiuta a riconoscere e affrontare le emozioni intense
Attraverso la psicoterapia,
Molte persone imparano a vivere con il dolore senza che questo domini la loro vita, sviluppando nuove modalità per far fronte alla sofferenza.
Riorientamento della vita
Sebbene la perdita di un figlio cambi profondamente una persona, la psicoterapia può aiutare a trovare nuovi modi di vivere e di relazionarsi con il mondo, pur mantenendo vivo il ricordo e l’amore per il proprio bambino.
Ogni percorso di lutto è unico, e il supporto psicoterapico può essere personalizzato per adattarsi alle esigenze e alle esperienze individuali di chi affronta questa sofferenza. Se qualcuno che sta vivendo un dolore simile si sente sopraffatto, cercare un terapeuta qualificato può davvero fare la differenza per poter affrontare il processo in modo sano.
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