Ad Ercolano le urne premiarono l'attuale sindaco Avv. Ciro Buonajuto in modo plebiscitario: oggi a poca distanza di tempo le polemiche fioccano. I conti non tornano... L'aumento vertiginoso della TARI ha fatto esplodere il dissenso popolare nei confronti di buona parte dell'amministrazione comunale e dello stesso primo cittadino Buoanjuto. Legittimo protestare, ci mancherebbe: molto meno ortodosso che a lamentarsi, a gridare all'inefficienza e all'incapacità del governo locale siano le stesse persone che lo hanno sostenuto con estremo vigore fino a poco tempo fa. D'altronde la schiacciante vittoria ottenuta da Buonajuto alle ultime amministrative locali la dice lunga sulla presenta popolarità di cui godrebbe il sindaco: doveroso usare il condizionale perché i commenti raccolti in strada e sui social testimoniano l'esatto contrario. Viene quasi da ridere quando intervistate le persone negano di aver votato l'attuale nocchiero comunitario: ci chiediamo allora come abbia fatto Buonajuto a vincere con un margine di circa l'80%.  Le inefficienze che penalizzano la comunità ercolanese sono ben visibili a tutti, così come appare estremamente discutibile la scelta di alcuni membri dell'attuale giunta completamente "a digiuno" in relazione a determinate deleghe di cui dispongono. Questi sono fatti, non chiacchiere da mercato, sui quali c'è poco da discutere.

Senza mai generalizzare, concetto che amo ribadire, le disfunzioni saltano agli occhi al pari del desiderio ossessivo di apparire mediaticamente da parte di qualcuno. Si può presentare Ercolano come una piccola Zurigo, chiamare in città alte cariche pubbliche e personaggi per così dire "in" ma la realtà resta tale, poco contano "giochi di prestigio" degni del miglior illusionista. Sarebbe bello se lealtà e coerenza caratterizzassero il modus operandi di buona parte degli ercolanesi: onestamente in merito resto veramente pessimista. Tra inaugurazioni, proclami e show pubblicitari problematiche rilevanti per la comunità restano irrisolte. Pensiamo alle nuove generazioni, a chi erediterà il paese, tentando di salvare il salvabile in nome di una responsabilità civile che dovrebbe albergare in ogni cittadino. Non ne parliamo poi dei tuttologi, la moda del momento: tanti sanno, tanti possono, tanti giudicano in un delirante senso di onnipotenza che dovrebbe portare solo i soggetti ad un salutare T.S.O. “Il mio ideale politico è l'ideale democratico. Ciascuno deve essere rispettato nella sua personalità e nessuno deve essere idolatrato. Per me l'elemento prezioso nell'ingranaggio dell'umanità non è lo Stato, ma è l'individuo creatore e sensibile, è insomma la personalità; è questa sola che crea il nobile e sublime, mentre la massa è stolida nel pensiero e limitata nei suoi sentimenti” : sposo in pieno il messaggio di Albert Einstein, analizzando coscienziosamente parole che dovrebbero far riflettere ognuno di noi per il bene della collettività...ma tanto!

 

Vincenza Liberti

 

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