Si è tenuto stamattina al Mav di Ercolano, nel rispetto della normativa anticovid, un evento in memoria di Aldo Moro, fortemente voluto dalla Democrazia Cristiana. Sono intervenuti il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, il segretario nazionale della Dc Franco De Simone, il segretario amministrativo nazionale Raffaele Cerenza, il segretario regionale Felice Spera, il segretario provinciale Vincenzo Sudrio, il consigliere comunale della Dc Ciro Acunzo, l'Avv.to Gerardo Spira (segretario storico del sindaco Angelo Vassallo), l'Onorevole Alfonso Andria e Annamaria Torre (Presidente Associazione "Marcello Torre") e la sottoscritta, nella sua qualità di Commissario Cittadino della Dc di Ercolano. Si ringraziano sentitamente tutti i presenti, nessuno escluso, e il gruppo dirigente della Dc di Ercolano per l'ottimo lavoro svolto nell'organizzazione della commemorazione, nonché l'amministrazione comunale di Ercolano per la concessione del patrocinio morale. Gli interventi sono stati tutti davvero interessanti, proficui , costruttivi, tutti convergenti su un unico punto, ovvero sulla sempre più pressante esigenza, vista la stagione di crisi politica ed istituzionale che stiamo vivendo, di ripartire dall'essenza del pensiero e delle azioni di Aldo Moro.
Il Presidente Moro, docente di diritto penale e di filosofia della politica, ha fornito un contributo straordinariamente importante alla stesura della Costituzione, si pensi, ad esempio, all'articolo 2 della stessa che riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, riconosce, non crea, li riconosce come diritti già acquisiti. Si evince chiaramente come al centro del pensiero di Moro ci sia la persona in quanto tale, considerata nella sua relazione con la società tesa a realizzare l'unità, non come somma di individui, ma come unità nata dall'imprescindibilità che caratterizza il rapporto singolo/società. Come non avvertire il dovere di ripartire da qui, visto l'individualismo, l'egocentrismo ed il narcisismo esasperato che caratterizza l'odierna società, scevra di maestri, intellettuali, rappresentanti istituzionali che siano in grado di orientare la costruzione di un futuro. Aldo Moro fu sequestrato il 16 marzo del 1978, i 5 agenti della sua scorta, due carabinieri e tre poliziotti, furono uccisi. La sua prigionia durò 55 giorni, il suo corpo fu ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani, traversa di via Via Delle Botteghe Oscure, distante 150 mt sia dalla sede nazionale del PCI, sia da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana. Dagli atti della commissione parlamentare d'inchiesta è emersa una verità in gran parte diversa da quella che si è sempre presentata come quella ufficiale.
È venuto fuori un Aldo Moro scomodo, perché fervente sostenitore di un bipartitismo atlantico, moderato, non apprezzato dalle più grandi potenze internazionali e fu sacrificato non solo dai terroristi, ma probabilmente anche da esponenti di un "sistema parallelo", troppi punti oscuri da chiarire e domande che esigono una risposta: il caso Moro è l'unico in cui emerge la "trattativa della fermezza". Toccante il momento in cui si è voluto ricordare il Sindaco Angelo Vassallo, il Sindaco Marcello Torre e Peppino Impastato, per Angelo Vassallo ho nuovamente rinnovato il mio appello affinché venga finalmente approvata in Parlamento la proposta di legge per la costituzione di una commissione d'inchiesta. Voglio ricordare Aldo Moro come un Uomo, un Politico, uno Statista che pensava alle generazioni future e che parlava del Mar Mediterraneo come un luogo di pace, che faceva sempre riferimento al "senso del dovere". Cos'è il senso del dovere se non cercare la Verità grazie agli uomini di buona volontà? E allora non smettiamo mai di cercare la Verità, lo dobbiamo ad Aldo Moro e agli uomini della sua scorta e a tutti coloro che hanno portato avanti con fermezza i loro ideali di giustizia sociale fino a sacrificarsi su quello che potremmo definire l'"altare dei misteri".
 

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